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Ti ho vista

  • Aug 5, 2025
  • 1 min read

Updated: Aug 8, 2025




Ti ho vista ieri sera,

tra la luce fioca di un bar e quella di una candela;

indossavi la tua solita abitudine,

un vestito color crema

e, come accessorio, la solitudine.


Ti ho vista

tra un muro bianco e un’insegna luminosa:

per alcuni, la prossima conquista;

per me, un covo di spine e la sua Rosa.


Ti ho vista, ma non avrei voluto,

ed oggi immagino l'“avrei potuto”.


Corro, ormai senza fiato,

cercando la tua mano.

Il dito si incastra in un ricordo dimenticato;

il cuore inciampa

su ciò che non è stato,

la tua ombra mi sfiora:

riflesso del nostro passato.




Dantebus, casa editrice indipendente con sede a Firenze e Roma, attenta alla valorizzazione della scrittura contemporanea, descrive la poesia come un testo capace di “offrire un’intensa riflessione sull’incontro e la solitudine, intrecciando il desiderio con il rimpianto. La sua lirica evocativa cattura perfettamente la fragilità delle emozioni umane”.


Café Terrace at Night, Vincent Van Gogh (1888)
Café Terrace at Night, Vincent Van Gogh (1888)




 
 
 

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